Silvano Danesi

Febbraio 10, 2016

La nascita del re

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Il 21 Giugno è il giorno del solstizio d’estate e segna, astronomicamente ed astrologicamente, il passaggio dalla fase ascendente del sole a quella discendente.
La tradizione vuole che questa data segni la morte del Re d’Inverno, il Sol invictus, nato nel giorno del solstizio d’inverno e la nascita del Re d’estate.
E’ singolare e alquanto interessante vedere come i segni della tradizione, mutati nel tempo per successive stratificazioni culturali, abbiano conservato profondi significati non difficilmente riscopribili, purchè ad essi si presti attenzione.
A pochi giorni dal solstizio d’inverno, il 25 di dicembre, è stato fissato il Natale. Natale del sole, ma anche di Cristo: colui che battezza, secondo la tradizione, con il fuoco. A distanza di qualche giorno dalla data solstiziale, infatti, l’inversione astronomica comincia ad essere percepibile e così, analogamente al Natale, il 24 di giugno, si celebra un’altra nascita, quella di S.Giovanni il Battista, ossia colui che battezza con l’acqua.
Solitamente la Chiesa celebra dei santi la morte, in quanto nascita alla vera vita, ma in questo caso ad essere celebrato è il giorno natale del santo. Il fatto singolare si spiega con l’esigenza di rispettare la tradizione, che vuole celebrata la nascita del Re d’estate. Il riferimento alla nascita ha inoltre un valore astronomicamente ed astrologicamente importante. Considerata la durata di una normale gestazione in nove mesi, una volta fissata la data di nascita è facile stabilire il periodo del concepimento: nove mesi prima, appunto. Si arriva così a fissare il periodo di concepimento del Re d’inverno nel periodo equinoziale primaverile (l’Annunciazione a Maria è il 25 di marzo e l’equinozio di primavera il 21) e quello del Re d’Estate nel periodo equinoziale d’autunno (l’equinozio d’autunno è il 23 settembre). Narra l’evangelista Luca che quando Maria andò a visitare Elisabetta nei giorni successivi all’Annunciazione, questa era al sesto mese di gravidanza. Da fine settembre a fine marzo sono giusto sei mesi e tre mesi dopo, il 24 di giugno, scadono i nove. Tutto torna perfettamente. La tradizione cristiana, così come quelle più antiche, ha collocato dunque la nascita e il concepimento di Cristo e del suo annunciatore, San Giovanni il Battista, nei punti solstiziali ed equinoziali dell’anno.
Astrologicamente le due date solstiziali ed equinoziali riassumono i quattro elementi considerati dagli antichi alla base dell’universo e della vita: a giugno domina il Cancro, segno d’acqua; a settembre la Bilancia, segno d’aria, a dicembre il Capricorno, segno di terra e a Marzo l’Ariete, segno di fuoco.
Concepito sotto il dominio dell’aria, Giovanni nasce in un periodo contrassegnato dall’acqua, così come Cristo, concepito sotto il dominio del fuoco, nasce quando è la terra ad essere dominante. Il concepimento, dunque, è “celeste”, ma quando le anime incarnate prendono forma definitiva e giungono alla vita, sono gli elementi pesanti, femminili, ricettivi ad avere il sopravvento: l’acqua e la terra.
Nel calendario e nelle sue ricorrenze c’è molto di più del ricordo di alcuni avvenimenti storici o leggendari; c’è l’allegoria del grande mistero della vita, il racconto mirabile dell’evoluzione del mondo.

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