Silvano Danesi

Febbraio 10, 2016

Le “bestie heretiche” del Tonale

Archiviato in: Il pennino di Ormus — Vate @ 2:31 pm

Volano le streghe, nel mese di giugno. Femmine d’uomo, trasformate in uccelli (strix), partecipano ai sabba, fornicano con il demonio e nella notte di S.Giovanni il Battista solcano i cieli e succhiano il sangue dei lattanti sottratti alle culle. Voli inquietanti, che nel Bresciano convergono dai laghi e dalle tre valli sul passo del Tonale, dove le bestie heretiche scatenano tutta la loro malvagità al servizio del demonio, con pratiche orgiastiche ben conosciute, nei tempi andati, da preti al servizio del bene e della santità degli uomini, come quel don Bernardinus de Grossis che nel 1518 a Pisogne salvò le anime di otto peccatrici bruciandone i corpi contaminati sul rogo.
Qui Ormus cede la penna ad un cronista dell’epoca, il nobile veneziano Marin Sanudo, il quale scrive: “ … mentre venivano lette le loro sentenze, ho visto queste donne veramente pentite, secondo me, infatti recitavano molte preghiere e si racomandavano a Dio e alla santissima Vergine, dicendo sempre:o Dio misericordia! E tra di loro ce ne fu una che, alla mia presenza, si rivolse al vicario frate Bernardino dicendogli: “Mi fate un grande torto. Gli altri devono saperlo, che siccome io non dicevo come voi volevate, mi avete detto ‘brutta vacca’ e altre parolacce. E poi non mi avevi giurato di lascirmi andare se avessi detto come volevate voi? Mi avete sull’anima (oppure: lo avete giurato) com’è vero che avete addosso un vestito. Tu sei peggio di me”. E aggiungeva: “Dio mi è testimone, lui che ci vede da lassù”. E quasi tutte gli dicevano che aveva promesso di rilasciarle se avessero confessato.
E aggiungo che ho udito una di quelle donne che doveva pure essere bruciata, la quale diceva davanti a tutti: “Sappiate in verità che discolpo Antonino Decus e il Ciabattino e Bartolomio Mori” poi nominava degli altri dicendo: “Non è vero che io li abbia mai visti al sabba sul monte Tonale; me lo hanno fatto dire per forza, e questo lo dico per scaricare la mia coscienza”.
E dico che lo spettacolo che mi si presentava era di tale crudeltà, vedere quelle donne sul rogo che bruciavano vive, che arretrai attonito: due o tre erano morte e quasi completamente arse prima ancora che il fuoco avesse raggiunto le altre.
E aggiungo di aver udito pubblicamente che alle streghe si infliggono torture eccessive; tra le altre cose ad una donna fu dato il tormento del fuoco perchè confessasse al punto che per la violenza del fuoco quella ebbe i piedi staccati; io penso che anche per questo motivo si raccontino molte cose false. E dico che simili processi dovrebbero essere istruiti da uomini di grandissima competenza, teologi e cnonisti di retta coscienza e pieni del timor di Dio, perchè qui si tratta della morte di esseri umani”.
Questo accadeva, grazie all’opera del frate Bernardinus de Grossis, nell’anno di grazia 1518 nel territorio bresciano della Serenissima repubblica di Venezia.
Frate Bernardinus de Grossis, un nome da ricordare …. nei secoli dei secoli, perché non ne nascano altri come lui e perché la memoria delle sue nefandezze ci ricordi quanto vili possono essere gli uomini.

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