Silvano Danesi

Febbraio 10, 2016

Stampatori bresciani del ‘400

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Tra le molte assonanze tra le due capitali spirituali dei Celti: Brescia per la Gallia Cisalpina e Lione per la Gallia Transalpina, c’è anche quella dell’essere, ambedue le città, sedi di pregevoli e notissimi stampatori, in un’epoca, la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, che vedeva la stampa ai suoi albori.
A Lione operavano gli Estienne, stampatori imparentati con i più bei nomi dell’editoria parigina. Charles Estienne (1504-1562) fu il primo cospicuo esempio in terra francese di poligrafo cinquecentesco, mentre Robert Estienne (1503-1559) fu tra i più prestigiosi stampatori dell’epoca e divenne l’editore delle opere di Calvino. Per lui un certo signor Garamond disegnò dei caratteri speciali, che per la loro forma e la loro grazia hanno superato i secoli e sono ancora oggi in uso nelle tipografie di tutto il mondo.
Nello stesso periodo Brescia era famosa nell’arte della stampa e, come ricorda Gabriele Rosa, in città operavano “sin dal 1470 diverse buone tipografie, mentre non ne esistevano ancora in altre delle più fiorenti e colte città d’Europa”.
Tra questi stampatori vorremmo solo ricordare Giovanni Paoli, che presto emigrò nel Nuovo Mondo, diventandone lo stampatore per eccellenza, e Bonino Boninis (1450-1528), il quale apprese a Venezia l’arte della stampa, che esercitò prima a Verona, in una modesta bottega, e poi a Brescia, per nove anni, dove ammodernò gli impianti e stampò all’incirca una trentina di edizioni. Tra le opere pubblicate dal Boninis va ricordata la Commedia di Dante, messa sotto i torchi il 31 maggio del 1487. L’edizione bresciana della Commedia è la prima largamente illustrata con sessantotto xilografie in legno che si ricollegano alla corrente artistica dei carmelitani e specialmente a Giovanni Antonio da Brescia (Enciclopedia Bresciana). Nell’occasione della edizione della Commedia per la prima volta Boninis usò la marca editoriale.
Nel 1490 o ‘91 il Boninis lasciava Brescia per stabilirsi a Lione, dove continuò la sua attività editoriale facendo anche l’informatore politico della Repubblica veneta.
Giovanni Paoli, nato nel bresciano verso il 1505, morì a Città del Messico tra il luglio e l’agosto del 1560. E’ considerato il primo stampatore delle Americhe, verso le quali si era imbarcato con la moglie catalana e con un figlio su richiesta delle autorità spagnole.
La tipografie americana iniziò a funzionare nel 1539. La sua produzione è all’incirca di una quarantina di opere, commissionate dai vescovi spagnoli operanti nelle Americhe e destinate in gran parte all’evangelizzazione degli indios.
Due bresciani famosi, più nel mondo che da noi, come spesso accade in questa città usa a ribadire l’aforisma: “Nemo propheta in patria”.
Giovanni Paoli, infatti, nelle Americhe è considerato il padre della stampa e di Bonino Boninis e della sua opera sono a conoscenza le università degli States, tra le quali girano copie anastatiche della Commedia, con all’interno una pagina originale, come è stato anche recentemente acclarato dal bresciano Giulio Guizzi.

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