Silvano Danesi

Febbraio 10, 2016

Teutates, il dio della tribù

Archiviato in: Il pennino di Ormus — Vate @ 2:42 pm

Brixia, con la sua area sacra di S.Eufemia dedicata a Mercurio, era uno dei centri spirituali più importanti della Gallia cisalpina, se non il più importante.
Mercurio è una divinità romana assimilabile all’Hermes greco, ma sotto i panni del dio con il caduceo, protettore del commercio e simbolo del benessere e della mercatura, si nasconde, secondo molti autori, il Lug celtico.
Non manca però chi sotto i panni del dio alato vede il celtico Teutatès, a cui, per assonanza, viene associato l’egizio Theut (Thoth), oppure Ogmios, al quale peraltro vengono assimilati Eracle-Ercole e Vulcano. Divinità, quest’ultima, alla quale i Galli cenomani erano particolarmente devoti, così come i loro cugini Insubri, tanto da dedicargli un tempio e da far assurgere Brixia al ruolo di centro più importante del culto ad esso relativo.
C’è grande confusione nel pantheon celtico quando a guardarlo sono i latini, i quali tentano di dare ai vari attributi di un unico dio nomi che di volta in volta riguardano divinità a loro famigliari.
Così troviamo Ogmios-Ercole-Vulcano apparentati a Mercurio, quando Ogmios è piuttosto l’altra faccia del Dagda, il dio buono con la clava, il Sucellus che regola la morte e la rinascita. Un dio padre più vicino a Giove, la cui figlia Brigit-Morgana è simile a Minerva.
Il Dagda-Giove è assimilato a Taranis (il tonante, il Thor norrenico), che troviamo accomunato a Teutatès e ad Esus (il taglialegna, l’uomo dei boschi, detto anche il molto buono).
Teutatès, come si vede, viene indifferentemente accomunato a Mercurio e a Giove, ma non è questa l’unica confusione.
Tra le tante interpretazioni, epiclèsi, rinominazioni delle divinità celtiche, quella di Teutatès o Toutatis è tuttavia la meno soggetta a confusioni. Teutatès è infatti il dio protettore della tribù, il padre del popolo e non è dunque sorprendente trovarlo di volta in volta accomunato a Marte, a Mercurio o a Giove.
Poco ha a che fare, invece, Teutatès con il dio egiziano Theut o Thoth, assimilato a Mercurio o all’indù Ganesha in quanto dio che presiede alle arti e alle scienze sacre.
Teutatès è semplicemente il Genius Loci ed è pertanto, per i bresciani, più corretto associarlo al dio Bergimo, al quale i Galli cenomani avevano innalzato una statua sul colle successivamente denominato Cidneo.
Teutatès evoca i Tuatha Dé Danann, la tribù divina della dea Dana, dove Tuatha sta per tribù, popolo. Nelle epopee irlandesi, dove il celtico e la tradizione si sono maggiormente conservati, si giurava con la formula: “Io giuro per il dio per il quale giura la mia tribù”.
Teutatès è dunque il nome della modalità che assume Dio quando si occupa di un popolo e rappresenta, come le molteplici denominazioni delle altre modalità di Dio, il passaggio dall’assoluto al relativo.

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