Silvano Danesi

Febbraio 10, 2016

Landolfo II, fondatore del monastero di Sant’Eufemia

Archiviato in: Brescia e i bresciani — Vate @ 3:23 pm

( cura di Mario Bertoli)

Figlio del nobile Dagiberto, conte di Arzago e fratello di Arnolfo, arcivescovo di Milano, Landolfo II è descritto dai suoi contemporanei come uomo dottissimo nelle scienze divine e umane. Nel 997 è consacrato vescovo ed eletto alla cattedra episcopale di Brescia. Amministratore attento, si preoccupa dei beni morali e materiali della sua diocesi.
Landolfo, volto ad esaltare l’autorità vescovile, si impegna, sia nell’ordine temporale, sia in quello spirituale, che non sempre sono tra loro affatto indipendenti; a questo proposito va ascritto il tentativo di sottomettere alla sua autorità episcopale il monastero di Leno. Per confermare sede vacante il monastero di Leno, tenta di consacrare abate un suo prescelto, il monaco Andrea della stessa abazia, ma viene subito stroncato con una bolla pontificia di Benedetto VIII (9 giugno 1019).
Per dimostrare la sua autorità e per compensare lo smacco subito a Leno, decide di fondare un monastero benedettino, di diritto vescovile, fuori le mura della città, ai piedi del monte Denno, in località Cazzaforis (diventerà in seguito S. Eufemia in Cogolis).
Nel 1008, Landolfo dà inizio alla costruzione del suo monastero (del quale sarà il primo abate).
Landolfo è uno dei primi quattro vescovi di Brescia riconosciuti come conti. Per 22 anni Landolfo per il monastero ed il borgo che sta sorgendo è tutto: costruttore, abate, vescovo e signore. Un signore che vuole arrivare al suo popolo con generose opere di bonifica nei 700 iugeri di terra (circa 1750 ettari) di proprietà del monastero benedettino. Terra che, dopo essere stata bonificata, i monaci trasformarono a vigneto e pascolo.
Al centro del monastero fa erigere la chiesa abaziale con una cripta, dedicandola al santo vescovo Paterio e il 21 febbraio il corpo del santo viene traslato dalla chiesa di S. Fiorano ai Ronchi alla nuova chiesa abaziale e sepolto nella cripta.
Il vescovo Landolfo muore il 26 aprile 1030 e per suo espresso desiderio viene sepolto nella cripta della chiesa abaziale, alla destra della tomba del suo santo protettore Paterio.
Nell’archivio degli Spedali Civili (ente per tanti anni proprietario del monastero), si trova una pergamena dove è trascritta l’epigrafe della tomba del vescovo Landolfo.

Disegno della pergamena con l’epigrafe della tomba di Landolfo
TRADUZIONE:
“IL PRESULE LANDOLFO PADRE VENERABILE E FONDATORE DI QUESTO CENOBIO QUI GIACE IN UNA PICCOLA CRIPTA RAGGIUNTA L’ETÀ DI CRISTO AD IMMAGINE DELLA VERGINE AL TERMINE DELLA SUA VITA INTRAPRESA LA BELLA VIA IL 26 APRILE 1030 CORRENDO L’INDIZIONE XIII ECCO ORA ELEVATE FELICI PREGHIERE PER LUI” - (traduzione del Prof. Masetti)-

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