Silvano Danesi

Maggio 31, 2009

Peg, cagnetta sapiente

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Tempo fa scrissi un articolo, che riporto di seguito, ricordando una notizia degli anni Cinquanta, relativa a Peg, una cagnetta di Chiari davvero fenomenale. Il signor Giovanni Scalvi, che ringrazio, dopo aver letto quanto avevo scritto su Peg in questo stesso sito (sezione Ormus), mi ha scritto una testimonianza, che pubblico con piacere di seguito all’articolo.  p1000242.JPG  Nell’articolo scrivevo:  “Che tempo fa oggi?” “Piove”.Non siamo in un salotto inglese, dove la discussione sul tempo è parte integrante del bon ton. Il luogo dove si svolge la conversazione è Chiari e a rispondere alla domanda della signora Ines Giordano Corridori è la sua cagnetta, una barboncina nera di nome Peg, che dialoga con gli umani “parlando” di geografia, di matematica, di storia e di attualità.Peg è morta nel 1963, stroncata da una malattia incurabile al fegato, dopo aver per anni stupito migliaia di persone in tutto il mondo con le sue prove di indubbia intelligenza. L’ultima prova delle sue capacità l’aveva data nel marzo del 1961, poi la stanchezza aveva preso il sopravvento. In quell’occasione era stata ospite nella villa dei genovesi conti Groppallo per un’esibizione a scopi di beneficenza, in perfetta coerenza con tutta la sua lunga carriera.Peg aveva iniziato quasi per gioco, rispondendo con la composizione di parole e di numeri scritti su delle cartoline a domande espresse a voce o scritte su una lavagna. Come spesso accade, le sue qualità vennero all’inizio sottoposte alla critica degli increduli e allo scetticismo dei realisti. Peg si impose, superando diffidenze e scetticismi, esibendosi in varie parti d’Italia e conquistando una notorietà da grande stella. La rivista Life, nel numero apparso il 25 settembre del 1961, le dedicò ben cinque pagine, redatte da una giornalista d’eccezione: Elisabeth Mann Borgese, figlia dello scrittore tedesco Thomas Mann. Le attenzioni di Life non furono le uniche. Giornali e periodici dell’epoca parlarono delle sorprendenti doti della cagnetta di Chiari, che sapeva leggere, scrivere e far di conto, ma anche superare le diffidenze dei “disincantati” con risposte sorprendenti.Un aneddoto, raccontatomi da un’amica testimone diretta dell’avvenimento, è a questo proposito emblematico. Nella casa della signora Ines, dove Peg trascorreva le sue giornate “studiando”, erano sparite delle prugne. Nulla di grave, ma il sospetto cadde su Peg. Che le avesse mangiate lei? La signora Ines chiese conto alla cagnetta della sparizione, ma Peg oppose un deciso diniego. Alle insistenze della signora, Peg, senza scomporsi, mettendo in ordine le cartoline con le quali componeva la frasi, disse, senza lasciare spazio ad ulteriori repliche: “Non le ho mangiate perchè erano acerbe”.Quando la sua vita stava ormai volgendo al termine, Peg stava studiando antropologia e tentava di educare Kiki, un’allieva che a volte si dimostrava un poco zuccona, tanto da meritarsi ogni tanto una sonora abbaiata.Peg, la cagnetta sapiente di Chiari, se n’è andata nel 1963, ma la sua dimostrata intelligenza, la sua capacità di comprendere e di relazionarsi induce ancora in noi qualche riflessione. Siamo certamente lontani dai tempi nei quali gli animali venivano considerati dei meccanismi insensibili al dolore e, ovviamente, senz’anima e senza sentimenti (una sorte, per quanto riguarda l’anima, a lungo condivisa con le donne). Tuttavia siamo ancora troppo inclini a considerare gli animali, gli esseri viventi, come pezzi di carne semovente, utili solo per soddisfare le nostre esigenze.    La testimonianza del signor Giovanni Scalvi mi consente anche di correggere un errore, in cui sono incorso traendo le notizie da altre fonti. La proprietaria di Peg era Liliana, non Ines.  

               p1000241.JPGScrive Giovanni Scalvi:  Ricordo che, alla fine degli anni Settanta, assistetti ad una conferenza del famosissimo prof. Inardi che, ad un certo punto del suo dibattito, disse: “Vi ricordate della famosa cagnetta di Chiari?”. Premetto che il nome da Lei riportato (e ricordato anche nel paragrafo del dizionario: “Paranormale – Dizionario – Enciclopedico , Armenia ed. 1986), Ines Giordano Corridoni, indica la mamma della moglie di Giuseppe Scalvi, mentre la moglie si chiamava Liliana ed è lo stesso che citerò di seguito in quanto lei stessa interessata al riguardo. Mentre il nome Ines, che indicherò di seguito, era quello di mia mamma, la quale ha avuto molte occasioni di assistere alle manifestazioni di “Peg” in quanto, spesso si recava a casa di Liliana e, in alcune circostanze, erano presenti anche amiche di Liliana. Erano, insomma, incontri per bere del thè in compagnia. Ora abito a Roncadelle, ma, allora, abitavamo a Bergamo e a Chiari possedevamo della campagna, dove trascorrevamo molto del nostro tempo. Veniamo alla cagnetta. Aveva tutta una sua attrezzatura adatta a colloquiare: da una lavagnetta a dei cartoncini riportanti delle lettere o dei numeri, a seconda della risposta che doveva dare o, e questo è molto importante, di quanto lei stessa aveva volontariamente bisogno di comunicare. Un giorno la sua padrona chiese a “Peg”: ” Ma insomma, chi sei tu per sapere o conoscere tutte queste cose?” e lei, facendo capire di aver bisogno dei suoi cartoncini, li allineò e scrisse : “Cane sapiente”.A quell’epoca mia mamma attendeva che il sottoscritto venisse al mondo ed era in avanzato stato di gravidanza. Si trovò un giorno a casa di Liliana insieme ad altre persone, in tutto erano in sette. Liliana chiamò Peg e le chiese in quanti erano in quella stanza. La cagnetta prese il cartellino dell’ 8. La sua padrona, allora, le spiegò che aveva contato male e le riformulò la stessa domanda più volte, in quanto la risposta rimaneva la stessa. Allora le venne chiesto il perchè di quest’insistenza e Peg rispose: “Bimbo sarà”. In un’altra occasione, mia mamma portò a Liliana delle rose rosse. A Peg venne chiesto: ” Peg, cosa ha portato oggi Ines?”: Lei rispose: “Rose rosse”. Un’altra volta, invece, Liliana derideva la cagnetta che, evidentemente indispettita, volle scrivere cosa pensava della sua padrona e così fece e scrisse “Liliana stupida”.Questi sono degli aneddoti che ricordo, ma, sul Dizionario di cui ho parlato all’inizio, ce ne sono altri di cui non conoscevo l’esistenza. Mia mamma ha assistito anche alla risposta esatta di richiesta di somme ed anche di semplici radici quadrate. Insomma, la vita di Peg è stata un accumularsi di manifestazioni che hanno messo a dura prova fior di studiosi, seri e meno seri. Le ipotesi si sono susseguite una dietro l’altra, ma, di serie, veramente poche. La maggior lacuna che l’uomo possiede è quella dell’ambizione, che lo porta, con la pretesa di poter spiegare tutto, a formulare conclusioni errate anche dove non è arrivata la sua conoscenza.Occorre quell’umiltà indispensabile per osservare, studiare a prendere seriamente atto  anche di ciò che la mente umana fa fatica a capire. Non dobbiamo essere nè troppo ambiziosi, nè come gli antichi scettici greci, bensì, usare lo scetticismo e il dubbio non come fine, ma come “mezzo”, come “metodo” per definire in modo obiettivo i limiti delle nostre conoscenze, il cosiddetto “scetticismo metodologico”. Solo così la scienza può far avanzare le nostre conoscenze e, entro certi limiti, quello che oggi definiamo sconosciuto, incredibile o non spiegabile, domani potrà non piu’ esserlo.  (Le fotografie, inviatemi dal signor Giovanni Scalvi, sono tratte da: Paranormale-dizionario-enciclopedico, Armenia).

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