Silvano Danesi

Novembre 9, 2009

La strega della Rìa da Pì

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La strega della Rìa da Pì Salendo lungo quella che attualmente si chiama Rìa da Pì, si incontra una fonte che dà origine ad un lago sotterraneo (in grotta). Alla fonte è legata una leggenda che la vuole abitata da una strega che porta i bambini. Abbiamo qui una prima interessante connessione tra una strega, ovvero tra un’antica divinità correlata ad una fonte e ad una grotta (tutti simboli della Dèa Madre) e la nascita (il parto e conseguentemente l’allattamento). La fonte viene anche indicata come Fritella o Fritilla, un vocabolo che indica offerta. Anticamente le offerte erano di solito connesse con le fonti sacre. Scrive Riccardo Taraglio: “La Brighit celtica è dea del fuoco, del sole, della luna, della filiazione degli animali,  dell’arte dei fabbri, della fertilità e della nascita (e quindi dell’ostetricia e delle levatrici), della famiglia, del focolare (patrona delle abilità domestiche), della filatura e della tessitura, della musica e della poesia, della guerra, della medicina, della divinazione. Veniva invocata dalle donne sia per chiedere una gravidanza, cantando delle invocazioni sulle acque di una sorgente sacra o gettandovi delle offerte, sia durante il parto per facilitarlo e portarlo a buon fine”. [1]Un riferimento interessante lo troviamo anche in relazione a Diana, invocata nel Tempio dell’Aventino come Lucina, protettrice dei parti, alla quale era dedicato il giorno 13 di agosto. Ritroviamo anche in questo caso il motivo della maternità connesso con la strega della Rìa de Pì. Chi era Diana?  D? – ?na, dalla radice *d?um, spazio celeste, come suggerisce Graves[2] aveva tra le altre funzioni quella di tutelare le nascite, era regina delle selve ed era raffigurata con un ramo fronzuto in una mano e una coppa piena di frutta o piegata verso un altare da cui spuntava un cervo. Il 13 di agosto, fa notare ancora Graves,  festa precristiana della Dèa Madre Diana, ovvero Vesta, era celebrata con libagioni di sidro, un capretto arrosto infilzato sui rami di nocciolo e mele appese a grappoli a un ramo. Abbiamo Diana Nemorensis (del bosco) e, in Gallia, Diana Nemetona (nemeton, bosco sacro).[3]  Le statue la raffigurano con in mano un ramo di melo.La strega della Rìa da Pì è dunque Diana o la celtica Brighit? 


[1] Riccardo Taraglio, Il vischio e la quercia, Edizioni Età dell’Acquario

[2] R. Graves, La Dèa bianca, Adelphi

[3] R. Graves, La Dèa bianca, Adelphi

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